Prima di essere in grado di misurare il proprio livello di autostima bisogna capire il concetto stesso di autostima.

Vediamo: che cos’è l’autostima?
L’autostima è il modo in cui una persona vede se stesso, l’immagine che una persona ha di se stesso. Come vede il proprio aspetto fisico, le proprie competenze ed i risultati personali e professionali, il proprio bagaglio relazionale ecc. Il segreto di una buona autostima non è eccellere in uno o più di questi ambiti, ma avere dei risultati equilibrati, soddisfacenti per ognuno di loro.
L’autostima nasce dal contatto con altre persone. In prima infanzia, dal contatto con i genitori che hanno un ruolo fondamentale nel aiutare il bambino a sviluppare un buon livello di autostima. Anche la famiglia, gli insegnanti, gli amici, i compagni di scuola hanno un infleunza importante sulla percezione che un individuo ha su se stesso.
In particolare ci sono alcuni elementi che interferiscono con lo sviluppo di una sana autostima in età infantile:

- eccessiva protezione da parte dei genitori
- alcune parole che feriscono
- il lasciare correre le continue critiche
- lo sconforto e la rinuncia davanti alle dificoltÃ
- le aspettative troppo elevate o troppo basse
- l’incostanza della disciplina
- l’abuso fisico
- il fallimento scolastico
Éric Berne, ideatore dell’analisi transnazionale, ha descritto con Franklin Ernst 4 comportamenti che permettono di capire come ci poniamo di fronte agli altri e che rispecchiano dirttamente il nostro livello di autostima. Berne ha chiamato questi comportamenti “posizioni esistenziali”.

Esse dipendono dall’immagine che abbiamo di noi stessi, degli altri e del rapporto che abbiamo instaurato con loro. Vediamo più in dettaglio le 4 posizioni esistenziali:
- Io non accetto me stesso ma accetto gli altri: questo atteggiamento deriva generalmente dalle difficoltà incontrate durante l’infanzia, metodi educativi troppo permissivi ed eccessivamente protettivi oppure troppo rigidi ed esigenti. Una volta adulto, questo individuo non avrà fiducia nè in se stesso nè negli altri. Ammirerà gli altri e vorrà essere come loro ma si riterrà incapace. Spesso è ansioso e depresso.
- Io accetto me stesso e non accetto gli altri: è tipico di un bambino che non ha avuto la protezione ed il sostegno da parte dei genitori; non ha avuto una crescita armoniosa, ma ha dovuto “combattere per sopravivere“. Succede anche quando il bambino è cresciuto senza regole, pensando che tutto gli fosse dovuto e tutti fossero a sua disposizione. Da grande, sarà un adulto duro e sprezzante nei confronti degli altri. A prima vista può anche sembrare una persona molto sicura di sè, con un alto livello di autostima ma in realtà nasconde un profondo disordine dell’autostima.
- Io non accetto nè me stesso nè gli altri: il soggetto ha una forte rabbia nei confronti di se stesso, degli altri e del mondo in generale. Non riesce a trovare un senso per la propria vita. I suoi pensieri tipici sono “a che serve? tanto mi fregano lo stesso, sono tutti dei cretini”.
- Io accetto me stesso, riconosco il mio valore e accetto gli altri riconoscendo il loro valore: bambino che ha avuto uno stile genitoriale autoritario, regole ferme ma anche amore, protezione e affetto. L’adulto ha un dialogo interiore positivo, è pronto a far fronte a qualsiasi sfida con coraggio e fiducia nelle proprie competenze. Vive fino in fondo, accetta i propri difetti e le proprie qualità , è aperto ad imparare, si mette in discussione, ascolta, riflette, concretizza.
Tendenzialmente, l’autostima aumenta quando viviamo nel rispetto dei propri valori e diminuisce quando abbiamo un comportamento non coerente con il nostro sistema di valori.
Una persona che possiede un buon livello di autostima è in grado di accettare se stesso così com’è, gestire le proprie emozioni, trattare con gli altri, affrontare i conflitti, accettare la realtà , affermare se stesso di fronte agli altri, avere fiducia in se stesso.
L’autostima è direttamente influenzata dall’atteggiamento mentale. Chi è solito avere un attegiamento mentale negativo, avrà sicuramente una bassa autostima. Facciamo qualche esempio di schemi mentali delle persone con autostima bassa:

- si fissano sempre sugli aspetti negativi delle situazioni, delle persone, delle cose ecc e sminuendo gli aspettti positivi
- fanno fatica ad essere fermi e hanno paura di assumersi la responsabilità . Ad es, invece di dire “io decido, io scelgo, io voglio “ecc diranno “ io vorrei, bisognerebbe” ecc.
- sono troppo duri con loro stessi e troppo autocritici. Invece di accettare che la natura umana contempla anche la possibilità di sbagliare, si rivolgono a loro stessi in maniera dispregiativa, con delle parole come “un fallito, incapace di nulla, orrendo stupido ecc.
- tendono a colpevolizzare sempre gli altri per i loro stati d’animo: “X mi ha fatto sentire una nullità , Y mi ha fatto venire voglia di dolci così ho mangiato troppo rovinando la mia dieta “ecc.
- Amano assumere il ruolo della vittima: “nessuno mi capisce, è facile per loro dare consigli senza trovarsi nella mia situazione” ecc.
Hai capito a che punto sei e cosa dovresti migliorare? Iniziamo con piccoli passi finchè avremmo un livello di autostima e fiducia in noi stessi tali da poter essere felici in ogni luogo, con ogni persona, in ogni situazione.





























