Attacchi di panico e disturbo di panico

Photo by SHVETS production on Pexels.com

Sentiamo spesso parlare di attacchi di panico e una grande parte di noi purtroppo lo ha sperimentato sulla propria pelle almeno una volta nella vita.

Ma vediamo la differenza tra un attacco di panico ed il disturbo di panico.

L’attacco di panico è un episodio di ansia acuta, nel quale si verifica un repentino ed incontrollato aumento della paura in risposta a qualcosa che viene percepito come pericolo. Tale paura insorge in modo improvviso e intenso, ma ha generalmente una durata molto breve. La comparsa improvvisa può verificarsi a partire da uno stato di quiete oppure da uno stato ansioso e raggiunge il picco in pochi minuti, periodo durante il quale si verificano quattro (o più) dei seguenti sintomi:

  • Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia
  • Sudorazione
  • Tremori
  • Dispnea o sensazione di soffocamento
  • Dolore o fastidio al petto
  • Nausea o disturbi addominali
  • Sensazioni di vertigine, di instabilità, di “testa leggera” o di svenimento
  • Brividi o vampate di calore
  • Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)
  • Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi)
  • Paura di perdere il controllo o di “impazzire”
  • Paura di morire

Si possono distinguere due tipi differenti di attacchi di panico:

  1. attacchi attesi o situazionali – la persona coinvolta riesce ad identificare l’elemento che lo ha scatenato, la fonte della paura.
  2. attacchi inaspettati– la persona prova una forte paura senza però riuscire ad identificarne la causa
Photo by SHVETS production on Pexels.com

Frequente è la comorbilità con diverse patologie organiche quali prolasso della valvola mitrale, ipertensione, asma, sindrome dell’intestino irritabile, emicrania ecc.

E spesso associato ad altri disturbi d’ansia e da solo non viene considerato un disturbo in quanto si tratta di un episodio circoscritto e transitorio e chiunque potrebbe sperimentarlo almeno una volta nella vita.

Il disturbo da panico, invece, è una condizione patologica caratterizzata da ripetuti attacchi di panico associati ad una serie di sintomi di lunga durata e di comportamenti presenti anche nel periodo libero dagli attacchi.

Caratteristiche del disturbo di panico

Photo by Mike Chai on Pexels.com

Gli attacchi possono presentarsi in serie molto diverse tra di loro ed è proprio questa caratteristica a renderlo ancora più temuto in quanto viene completamente a mancare la dimensione del controllo rispetto all’evento.

Inoltre, la percezione del battito cardiaco amplificato ed accelerato è spesso molto preoccupante poichè i sintomi possono ricordare quelli dell’infarto mentre la tachicardia nell’attacco di panico è innocua e tende a scomparire nel giro di qualche minuto.

Quadro clinico

Nel disturbo di panico gli attacchi di panico sono tipicamente, soprattutto all’inizio del disturbo, improvvisi e ricorrenti: tendono infatti a presentarsi più volte in assenza di un chiaro fattore scatenante (non situazionali), spesso anche in momenti in cui il soggetto dovrebbe sentirsi più rilassato, come durante il sonno (fino in 1/3 dei pazienti sperimenta attacchi di panico notturni) o il risveglio.

La gravità dell’attacco di panico può essere variabile: in alcuni casi il soggetto manifesta attacchi completi polisintomatici, in altri casi, invece, si verificano attacchi paucisintomatici (<4 sintomi secondo i criteri DSM-5).

A causa della forte connotazione somatica del disturbo è frequente che il paziente, spaventato dai sintomi fisici, si rivolga a servizi di emergenza oppure al medico di medicina generale richiedendo accertamenti internistici/cardiologici.

Spesso il paziente, con il ripresentarsi degli attacchi, diventa sempre meno rassicurabile, sviluppando timori di carattere ipocondriaco per cui i sintomi sarebbero così dovuti a una malattia non diagnosticata.

Contestualmente, il soggetto si preoccupa della possibilità che si ripresentino nuovi attacchi, manifestando elevati livelli di ansia anticipatoria che, a loro volta rappresentando un’importante fonte di stress, aumentano la probabilità di un nuovo attacco.

Con il progredire del disturbo, gli attacchi di panico tendono a presentarsi con maggiore frequenza, anche nel contesto di situazioni innocue e quotidiane (per esempio, mentre il paziente si trova alla guida, sui mezzi pubblici, in luoghi affollati ecc.).

Photo by Anna Tarazevich on Pexels.com

In questo caso, per un fenomeno di condizionamento, il soggetto comincia a pensare che le situazioni quotidiane in cui si sono verificati gli attacchi siano la causa del disturbo e che un eventuale attacco di panico possa risultare intollerabile per le conseguenze sociali dello stesso (per esempio, paura di essere valutati negativamente dagli altri). Non è raro che quindi, quando il paziente si ritrova nella situazione temuta, manifesti un nuovo attacco di panico, in questo caso, definito situazionale.

A causa di ciò, il paziente può strutturare condotte di evitamento delle situazioni temute con conseguente graduale deterioramento del funzionamento globale e riduzione della qualità della vita.

Si viene a creare così un circolo vizioso dal quale è difficile se non impossibile uscirne da soli. Bisogna, quindi, come prima cosa accettare di avere un problema e farsi aiutare. Bisogna assolutamente rivolgersi ad uno specialista in grado di darvi gli strumenti per capirne la causa ed insieme a lui iniziare un percorso di terapia in grado di trattare i sintomi del disturbo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è pexels-photo-5699466.jpeg

La cura del disturbo di panico e la gestione degli attacchi di panico può prevedere diverse modalità terapeutiche. In genere i trattamenti possono essere di tipo farmacologico, psicoterapeutico, oppure integrare farmacoterapia e psicoterapia.

Photo by Anna Tarazevich on Pexels.com

Lascia un commento