Esiste un segreto per la felicità?

Che cos’è e da che cosa dipende veramente?

Iniziamo dando un’occhiata alla definizione della parola felicità. Cos’è la felicità secondo la definizione classica?

felicità s. f. [dal lat. felicĭtas –atis]. – 1. Stato e sentimento di chi è felice: pienaintera f.; una fserenapuratranquillasenza ombreaspirare alla f.; trovare la fsulla terragodereassaporare momenti di f.; l’eterna f., la beatitudine celeste; felicità!, augurio (oggi molto meno com. di salute, e talora scherz.) a chi starnuta. Con senso più prossimo a «gioia»: provò un’intima f.; iron., che f.!, a proposito di cosa molesta, di grattacapi e sim. 2. Opportunità, convenienza, e in genere la qualità di ciò che è riuscito in modo eccellente: fdi una frasedi un’espressionedi un’ideacon quanta fi suoi concetti descrivesse

Quello che a me piace di più di questa definizione e con il quale mi trovo pienamente d’accordo è il concetto secondo il quale la felicità è uno stato, uno stato mentale.

E se è uno stato mentale, allora lo possiamo gestire perchè siamo noi padroni della nostra mente.

Quindi non sono le cose o le persone a renderci felici ma se siamo felici riusciremo ad ottenere quello che vogliamo e a circondarci di persone insieme alle quali siamo felici.

Io non credo che ci sia un segreto della felicità o un segreto che ci aiuti ad essere sempre e comuque felici.

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Penso che sia più che altro una questione di scelte, di responsabilità e di azioni.

Inizia tutto con la scelta di voler essere felici ed assumersi la responsabilità per la propria felicità senza attendere che siano gli altri a renderci felici. Una volta presa la decisione e assunta la responsabilità ci resta solo fare le azioni che ci rendono felici.

Attenzione però a non cadere nella trappola di Alice nel paese delle meraviglie. Nella vita ci sono momenti felici e momenti meno felici. Avere dei giorni No, essere tristi, svogliati e stanchi ogni tanto è normale e non bisogna negare questi stati d’animo. Bisogna viverli e lasciarli andare.

Mentire a se stessi e negare che ci siano anche dei momenti No nella vita fa male e non è realistico.

Bisogna più che altro accettare consapevolmente che nella vita ci sono anche momenti più difficili ma non sono quelli a dare il senso della nostra vita. Sono dei momenti che supereremo in qualche modo ed è meglio farlo con serenità.

A questo proposito, la Harvard University ha svolto quello che è probabilmente uno degli studi più lunghi effettuati: Lo studio sullo sviluppo (Harvard Study of Adult Development) <<https://news.harvard.edu/gazette/story/2017/04/over-nearly-80-years-harvard-study-has-been-showing-how-to-live-a-healthy-and-happy-life/>>

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In questa ricerca gli studiosi si sono chiesti che cosa rendesse felici le persone nella loro esistenza.

Per 75 anni, i ricercatori hanno seguito le vite di 724 persone analizzando ogni aspetto della loro vita sia tramite questionari che tramite colloqui faccia a faccia.

Inoltre, sono state analizzate le loro cartelle cliniche, le loro situazioni lavorative, la loro quotidianità. Insomma, è stato fatto un report a 360 gradi delle vite di queste persone.

I risultati di questi studi sono impressionanti. Più che altro penso che sono cose che tutti noi sappiamo e diamo per scontato ma che di fatto non applicchiamo molto nella vita di tutti i giorni.

  • Le relazioni sono importantissime per il benessere psicofisico, mentre la solitudine può uccidere.

Dallo studio di queste persone è emerso che le persone con più relazioni positive, amici, famiglia, comunità, sono più felici, più in salute e vivono più a lungo delle persone con meno legami mentre la solitudine provoca un peggioramento della salute e a delle vite più brevi.

  • Il punto sopra vale solo se le relazioni sono profonde, positive e sincere.

Non conta il numero di relazioni che abbiamo o il numero di persone che ci circondano ma conta la qualità delle relazioni che abbiamo con queste persone. Se ci circondiamo di tantissime persone manipolatrici con le quali instauriamo un rapporto tossico, il risultato è disastruoso.

  • Le relazioni non proteggono solo il nostro corpo, ma anche il nostro cervello.

Sappiamo bene che mente e corpo sono interdipendenti quindi se uno ne trae giovamento dalle relazioni che abbiamo allora lo farà anche l’altro. E stato osservato che nelle persone che hanno relazioni in cui sanno di poter contare sull’altro in caso di bisogno, il cervello tende a invecchiare più lentamente e si hanno meno problematiche di memoria legate all’invecchiamento.

Attenzione a non assumere che i litigi o i conflitti siano indice di una relazione tossica. Anzi, i conflitti spesso danno uno spunto di crescita e di maturità della relazione. L’importante è saper gestire eventuali conflitti in maniera rispettuosa e matura, discutendo e ascoltanto attivamente ed empaticamente.

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