Eppure non riesco a dimagrire….

La correlazione tra Cervello e Intestino

Vi è mai capitato di mettervi a dieta, di fare tanto sport ma di non riuscire comunque a raggiungere il peso desiderato?

Frustrante, vero?

Quella sensazione in cui nonostante tutti gli sforzi, i sacrifici, nonostante le ore in palestra, le ore di corsa, nonostante tutto, il peso resta sempre uguale o aumenta.

Non vi preoccupate, c’è una spiegazione scientifica a tutto questo.

La spiegazione è che il nostro organismo vive di grandi connessioni multiple e dinamiche.

Il Cervello cranico interagisce notevolmente e dinamicamente in ogni momento della nostra vita, con il GUT e con l’intestino.

Nel nostro corpo ci sono alcuni networks, quali il PNEI (Psico-Neuro- Endocrino-Immunologico), l’asse GUT- Cervello Cranico, l’asse Gut- Brain-Liver- Skin Axis).

Il GUT è la struttura anatomica che inizia dalla bocca , continua con l’esofago, lo stomaco e l’intestino e termina con l’ano e contiene una moltitudine di microrganismi che prendono il nome di GUT Microbiota.

Il Gut microbiota è composto da molte classi di batteri ma anche da virus e funghi (come la Candida), tutti in equlilibrio dinamico e competitivo tra loro.

Le quantità numeriche di una classe di batteri o funghi aumentano o diminuiscono rispetto ad altre classi a causa di vari motivi come lo stress, un’alimentazione squilibrata, tossine di vario tipo ecc.

Il GUT microbiota produce sia sostanze nocive che sostanze utili per la nostra salute. Ciò dipende dalla quantità di batteri buoni e cattivi, dai funghi e virus e dai rapporti quantitativi tra le varie specie microbiche.

I microorganismi del Gut microbiota sono anche in grado di orientare le ns scelte alimentari spingendoci a consumare quantità elevate di sostanze che garantiscono loro la soppravivenza e proliferazione.

Quindi chi sofffre di Disbiosi (alterazione del GUT microbiota) è spinto ad alimentarsi in maniera squilibrata, prediligendo gli alimenti dolci, ricchi di zucchero.

Spesso, questo fenomeno si verifica nel soggetto in contemporanea ad un altro fenomeno altrettanto dannoso, ovvero il Carbo Craving (il consumo eccessivo di carboidrati portato alla dipendenza in quanto i carboidrati influenzano la produzione dei neurotrasmettitori che hanno la capacità di regolare l’umore perché attivano le stesse aree cerebrali coinvolte nella dipendenza da sostanze d’abuso).

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In questo caso, il soggetto colpito, si troverà a fare diete molto restrittive (stressando ulteriorimente l’organismo) per poi procedere ad abbuffate seguite da sensi di colpa e di nuovo diete restrittive. Ci creerà un circolo vizioso dal quale non sarà facile uscirne.

E il tipico esempio di chi, mangiando una pizza, invece di utilizzare tutti i sensi per godersela al meglio, è mortificato dal senso di colpa e nella sua testa programma già il digiuno per il giorno seguente.

Per questo motivo, i soggetti che soffrono di Disbiosi, Carbo Craving o entrambe devono procedere ad una riprogrammazione alimentare e riscostruzione della flora intestinale.

Ricordiamo anche che la serotonina (meglio noto come ormone della felicità) è prodotto dalle cellule enterocromaffini dell’Intestino. Ecco perchè un intestino non perfettamente funzionante provoca stanchezza, irritabilità, ansia, depressione, sbalzi d’umore.

I disordini alimentari, infatti, sono molto spesso correlati ad uno stato alterato della flora intestinale, ansia e depressione.

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Riassumende, vediamo alcuni esempi pratici di errori che causano la Disbiosi:

  • accumulo di stress non gestito e gratificazione con cibo spazzatura
  • diete poco varie, con scarsa fibra e presenza eccessiva di alimenti troppo raffinati
  • pasti troppo rapidi, con scarsa masticazione, ritmi di vita irregolari e frenetici con alterazioni della frequenza e della consistenza dei pasti
  • vita sedentaria, con il relativo stress psico-fisico non “sfogato” (è l’esempio di chi dopo ore e ore di stare fermo davanti ad un pc, fa una pausa in cui fuma una sigaretta o beve un caffè zuccherato provocando ulteriore stress energetico).
  • abuso di farmaci come antibiotici, analgesici, sonniferi, antidepressivi, lassativi

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Possiamo dunque affermare che, chi ha bisogno di dimagrire, dovrebbe controllare innanzitutto se è in stato di Disbiosi prima di fare una dieta per ridurre il grasso in eccesso.

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