Possiamo vivere senza lo stress?

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Lo stress è il sale della vita; l’assenza dello stress è morte. “Hans Selye”

Lo stress, il nostro alleato ed il nostro nemico nello stesso tempo. Lo stress ci accompagna in ogni giorno della nostra vita.

Soprattutto durante gli ultimi decenni, sentiamo sempre più spesso parlare di stress.

Che stress il mio capo”, “ che stress questo esame“, “che stress quel tipo che continua a scrivermi” e potrei continuare all’infinito. Sono tutte espressioni che tutti noi udiamo di continuo.

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Lo stress però non ha solo questa valenza negativa, anzi è grazie allo stress che l’homo sapiens è sopravissuto!

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Il termine stress deriva dal latino strictus, il cui significato letterale è “serrato“.
Storicamente il termine è stato usato per la prima volta sulla rivista “Nature” dal fisiologo austriaco H. Selye. Il fisiologo, stava svolgendo degli studi sugli effetti della somministrazione di sostanze nocive sugli organismi e giunse alla conclusione che gli animali, sottoposti a condizioni di stress, fossero più soggetti ad ammalarsi. Così introdusse il termine di stress in ambito medico nel 1936.


Egli definì lo stress come “la risposta non specifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso”. Quindi lo stress ed i meccanismi ad esso correlati, sono l’espressione di uno sforzo compiuto dall’organismo al fine di prepararsi ad affrontare o ad evitare una minaccia reale o immaginaria.
Questa teoria era valida sopratuttto migliaia di anni fa, quando l’uomo doveva diffendersi da minacce prevalentemente fisiche come animali selvaggi o altri umani per il potere.

Questo tipo di stress è stato definito da Selye come stress positivo o eustress, ovvero, uno o più stimoli uguali o di natura differente che aiutano lo sviluppo della capacità di adattamento psicofisica degli individui.

Oggigiorno, tuttavia, la minaccia non è più fisica bensì mentale. L’evento stressante, cioè, è creato dalla nostra mente e nella nostra mente. E frutto di false credenze, aspettative, paure. Inoltre, la società odierna, soprattutto in Occidente, tende a non incoraggiare l’espressione di emozioni come rabbia, ansia, paura. In questo modo, lo stress represso dà luogo a sintomi psicosomatici che possono andare dal semplice disturbo gastrointestinale a delle vere e proprie patologie anche gravi qualora lo stress sia prolungato nel tempo.

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Questo tipo di stress viene definito dal fisiologo austriaco Hans Selye come distress o stress negativo che si verifica qualora stimoli stressanti che provocano secrezioni
ormonali, causano un deterioramento progressivo fino alla rottura delle difese psicofisiche.

Possiamo dunque concludere che è da pazzi ed è anche pericoloso pensare ad una vita senza stress! Da pazzi, perchè è impossibile: dovremmo forse catapultarci in un universo parallelo di cui non ho sentito ancora l’esistenza.

Ed è pericoloso, perchè una buona dose di stress prima di un esame o di un evento importante ci aiuta ad ottenere una performance ottimale.

Il segreto sta nel gestire quella dose di stress e stare attenti a non superarla.

Come? Lo scoprirete più tardi:) Intanto iniziate a diventare consapevoli dei momenti in cui pensate di superare la soglia ottimale e che sensazioni avete quando succede. Essere consapevoli de proprio corpo e della propria mente è il primo step per ogni miglioramento.

@theappliedpsychology

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