
Sentiamo spesso parlare di empatia o di essere empatico ma tante volte noto un po’ di confusione al riguardo. Tante persone pensano che essere empatico voglia dire soffrire insieme all’altro oppure fare di tutto per far sì che l’altro venga fuori da uno stato di tristezza o rabbia. Nulla di più sbagliato.
L’ empatia è la capacità di capire un’altra persona, il suo punto di vista, di mettersi nei suoi panni, sentire le sue emozioni e condividerne il vissuto emotivo. È la capacità di vedere la situazione dal punto di vista dell’altro; è implicita la capacità di differenziare il se stesso dall’altro. L’ empatia è un elemento fondamentale dell’intelligenza emotiva e incide molto sullo sviluppo psicosociale. Se vuoi approfondire l’intelligenza emotiva ti invito a leggere qui: https://wordpress.com/read/feeds/105266023/posts/2807074184.

Bisogna fare attenzione a non confondere il concetto di empatia con i concetti di simpatia e di personal distress.
L’ empatia, come già spiegato sopra, comporta il sentire i sentimenti dell’altro.
La simpatia, invece è una risposta emozionale che ha origine nell’apprensione e nella comprensione degli stati d’animo di un altro individuo; consiste nell’essere dispiaciuti per l’altro ed è vista come un’emozione morale orientata all’altro sulla base dell’altruismo.
Riassumendo, la simpatia significa provare sentimenti per l’altro mentre emptia vuol dire sentire i sentimenti dell’altro.
Diverso è invece il concetto di personal distress, che è una reazione di tipo avversivo orientata al sé che riguarda l’apprensione che suscita l’emozione di un altro. Comporta lo spostamento su di sé delle emozioni dell’altro. Quindi facciamo attenzione a non cadere nella trappola di addossarci la sofferenza dell’altro. Se stiamo male anche noi, non potremmo di certo essere d’aiuto.

Essere empatici è molto importante e riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo delle competenze morali e sociali sin dalla prima infanzia e fino alla tarda adolescenza.

In adolescenza, l’empatia aiuta a creare e mantenere rapporti di amicizia con i pari, a migliorare le relazioni intime ed i rapporti con i famigliari. Numerosi studi hanno dimostrato il ruolo fondamentale che riveste l’empatia nell’ambito delle condotte antisociali dell’adolescenza. La mancanza di empatia è spesso associata ad una predisposizione a provare pregiudizio e a commettere atti di bullismo. Se associata a intelligenza e status socioeconomico bassi, può aumentare la probabilità che un adolescente commetta atti criminali (Jolliffe e Farrington, 2004).
La difficoltà a provare empatia è anche una caratteristica comune a molte condizioni psichiatriche come la schizofrenia e la depressione. Gli adolescenti che non provano empatia mostrano alti livelli di alessitimia che costituiscono un fattore di rischio per l’assunzione di droghe e per la comparsa di disturbi dell’alimentazione. Bassi livelli di empatia si incontrano anche in adolescenti con disturbi di comportamento e diagnosticati come piromani.
Infine, vi invito a guardare questo divertentissimo video che, dal mio punto di vista, fa un meraviglioso riassunto di cosa vuol dire essere empatici.