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Il sonno è necessario per il buon funzionamento dell’organismo dell’essere umano. Le sue funzioni principali sono: risparmio energetico e riposo. Nonostante ci siano grandi differenze interindividuali, generalmente, l’essere umano ha bisogno di circa 7-8 ore di sonno per potersi definire “ben riposato”. La quantità di ore di sonno necessarie variano anche nello stesso individuo nelle diverse fasi della vita: con il progredire dell’età, infatti, la quantità di ore di sonno necessarie diminuisce; basti pensare che un neonato dorme circa 16 ore al giorno mentre dopo i 50 anni sono sufficienti 6 ore di sonno.
Fasi del sonno
Il sonno è costituito da 4 fasi NON REM e una fase REM.
Fase 1: stato di veglia rilassata con gli occhi chiusi. Le onde cerebrali sono veloci con ampiezza ridotta.
Fase 2: sonno più profondo, onde cerebrali più lente e regolari con alcuni picchi di onde alte
Fase 3: il sonno diventa più profondo e l’attività cerebrale diventa più lenta
Fase 4: sonno molto profondo e insensibilità agli stimoli esterni
Nella prima fase della notte si verificano le fasi 3 e 4 mentre verso il mattino si verificano le prime due fasi e la fase REM e generalmente è il momento in cui si registrano i sogni.
In queste 4 fasi NON REM il sonno compie la sua funzione ristorativa riparando i danni prodotti dal lavoro del cervello durante il giorno; il metabolismo dell’ossigeno produce delle sostanze dannose per i neuroni del tronco cerebrale, dell’ippocampo e dell’ipotalamo (Siegel, 2005).
Fase REM
Il nome di questa fase, Rapid Eye Movements, deriva dal fatto che sono presenti dei movimenti avanti e indietro degli occhi. Si ha inoltre, un battito cardiaco accelerato, un incremento della pressione sanguigna ed il sonno è meno profondo, simile a quello delle prime due fasi. I sogni registrati in questa fase, si ricordano meglio rispetto a quelli registrati nelle 4 fasi NON REM.
Funzioni del sonno REM
Nei bambini, l’attività neuronale registrata nel sonno REM è indispensabile per un coretto sviluppo del sistema visivo, sensoriale e motorio mentre per gli adulti il sonno REM ha un ruolo centrale nell’apprendimento e nella memoria.
Disturbi del sonno
Purtroppo nonostante dormire sia una funzione fisiologica di ogni essere umano, non per tutti e non sempre è facile dormire.
Vi sono in effetti diversi disturbi del sonno:
- l’insonnia, il disturbo più diffuso, consiste nella difficoltà ad addormentarsi o nei risvegli ripetuti durante la notte. Questo disturbo colpisce circa il 30% della popolazione Europea.
- l’apnea del sonno, malattia che comporta la difficoltà di respirare durante la notte. Alcuni studi hanno dimostrato che l’apnea del sonno abbia un ruolo importante nella sindrome della morte infantile (SIDS) che causa il decesso nel sonno di bambini apparentemente sani (GAMI et al., 2005)
- i terrori notturni sono disturbo registrato solitamente nella fase 4 e che colpisce generalmente bambini tra 3 e 8 anni (non è escluso che possa colpire gli adulti). È caratterizzato da risvegli notturni improvvisi, panico e importante attivazione fisiologica.
- la narcolessia è un disturbo che provoca un sonno incontrollato e di breve durata che insorge nelle persone in stato di sveglia indipendentemente dalle attività svolte in quel momento.
- il sonnambulismo e sonniloquio si verificano nella fase 4 del sonno e sono caratterizzati da una vaga percezione del mondo intorno. I soggetti possono muoversi senza fatica anche in una stanza affollata.
Suggerimenti per dormire meglio
Sebbene è sempre meglio consultare il medico competente qualora si dovesse presentare uno o più dei disturbi sopra elencati, ecco sotto alcuni consigli generali per dormire meglio.
- Fai esercizio fisico almeno 6 ore prima di dormire
- Scegli e mantieni lo stesso orario per andare a letto; il mantenimento costante del ritmo sonno-veglia permette non solo ad avere una migliore qualità del sonno ma anche di regolarizzare le proprie funzioni corporee
- Usa il letto per dormire; se il letto viene associato solo al luogo in cui si dorme, diventerà un importante richiamo per il sonno. Occorre quindi evitare di dedicare il letto ad altre attività come mangiare, guardare la tv…
- Evita la caffeina dopo pranzo; le bevande che contengono caffeina protraggono infatti i loro effetti attivanti fino a 12 ore dopo la loro assunzione
- Bevi un bicchiere di latte caldo prima di dormire; il latte contiene una sostanza che stimola la produzione di serotonina che ha effetti rilassanti sull’organismo
- Non assumere sonniferi: è stato dimostrato che a lungo termine essi peggiorino la situazione in quanto deteriorano il ciclo naturale del sonno
- Prova a non dormire; se si soffre di insonnia, è inutile sforzarsi a dormire, è meglio andare a letto soltanto quando si ha sonno. Se non ci si addormenta, ci si può alzare e dedicare ad altre attività; il metodo può essere ripetuto anche più volte durante la stessa notte. L’importante è che l’orario del risveglio sia costante e che non si facciano sonnellini durante il giorno.
Buona notte:)

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